L’ingresso nel calcio professionistico non ha mai rappresentato un problema per Matteo Barbini. Il difensore, sbocciato nel settore giovanile del Genoa, si è fatto trovare pronto fin dalle prime uscite ufficiali della Dolomiti Bellunesi, conquistando rapidamente spazio. E la considerazione dello staff tecnico.
IMPATTO IMMEDIATO – La sua annata è stata caratterizzata da un impatto immediato. Nelle prime tre gare ufficiali, infatti, è sempre partito titolare, restando in campo dal primo all’ultimo minuto. A cominciare dal turno di Coppa Italia, al “Rigamonti”, contro l’Union Brescia. Un segnale chiaro di quanto il club credesse nelle qualità del diciannovenne centrale, chiamato ad affrontare per la prima volta la Serie C.
TRA I PIÙ UTILIZZATI – Con il trascorrere delle settimane, Matteo ha confermato affidabilità e personalità, diventando uno dei punti di riferimento del reparto arretrato. Fino a metà gennaio, il suo rendimento è stato costante: non a caso, ha chiuso la prima parte di stagione come uno degli elementi più impiegati della linea difensiva.
STOP – Poi, il 17 gennaio, la sfortuna ha bussato alla sua porta. Nella sfida contro il Lecco, Barbini ha riportato un infortunio alla spalla che lo ha costretto a fermarsi proprio nel momento in cui stava attraversando una fase di piena maturazione. Uno stop lungo, inevitabilmente, che ha limitato il contributo nella seconda parte del campionato. La voglia di tornare, però, non è mai venuta meno. Recuperata la migliore condizione, Barbini è riuscito a rientrare per disputare le ultime quattro partite del campionato, rimettendosi a disposizione del gruppo nei tratti conclusivi della corsa salvezza.
NOTA POSITIVA – Il bilancio parla di 23 presenze e 1.511 minuti giocati. Numeri importanti per un ragazzo al debutto in C, capace di reggere il livello della categoria. Se l’infortunio ne ha spezzettato il percorso, la stagione appena conclusa ha comunque confermato il valore e le potenzialità di Barbini: un giovane difensore che ha saputo entrare con naturalezza nel professionismo e che potrà continuare a evolvere sotto il profilo tecnico, tattico e calcistico in generale.

