Alcune stagioni insegnano soprattutto un valore: quello dell’attesa. Alberto Zecchin, la sua, l’ha vissuta così: con pazienza, professionalità e la consapevolezza che, nel calcio, ogni occasione vada conquistata giorno dopo giorno.
RISORSA – Classe 2003, originario di Camposampiero, il portiere della Dolomiti Bellunesi ha affrontato l’annata in Serie C con lo spirito di chi è disposto a mettersi completamente al servizio del gruppo. Sempre presente agli allenamenti, sempre disponibile nei confronti dello staff tecnico e dei compagni, ha rappresentato una risorsa preziosa durante l’intero campionato.
TRAGUARDO – L’occasione è arrivata il 25 aprile, nell’ultima giornata in calendario, contro il Trento. Mister Bonatti gli ha concesso gli ultimi tredici minuti di gara, permettendogli di vivere l’emozione dell’esordio nel calcio professionistico. Un traguardo inseguito per mesi e raggiunto al termine di un percorso affrontato con serietà e determinazione.
ATTEGGIAMENTO IMPECCABILE – I tredici minuti valgono molto più di un semplice dato statistico. Raccontano la bontà del lavoro quotidiano e premiano un atteggiamento sempre impeccabile. Perché una squadra non si cementa solo con chi scende in campo ogni domenica. Si costruisce anche grazie a quei giocatori che, pur trovando poco spazio, mantengono alta l’intensità, sostengono il gruppo e si fanno trovare pronti quando vengono chiamati in causa. La stagione di Alberto Zecchin si riassume proprio in questo: nell’umiltà con cui ha affrontato qualsiasi seduta infrasettimanale, nella disponibilità dimostrata nei confronti dello staff e nella capacità di attendere il proprio momento, senza mai perdere entusiasmo.

