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Quando è arrivato in inverno, la Dolomiti Bellunesi era impegnata in uno dei tratti più delicati della sua stagione. Ma Francesco Pio Petito si è subito inserito nell’ambiente con discrezione, disponibilità e il desiderio di mettersi al servizio del gruppo.

ADATTAMENTO – L’attaccante originario di Benevento è approdato in provincia lo scorso 10 gennaio e ha saputo farsi trovare pronto fin dal primo giorno di allenamento. Lo testimoniano le otto partite consecutive disputate nelle settimane successive al suo arrivo, segnale della fiducia conquistata rapidamente e della capacità di adattarsi alle richieste dello staff tecnico.

UN’ORA AL “MENTI” – Il debutto da titolare è arrivato in Lombardia, sul campo dell’Alcione Milano. Da lì, Petito ha continuato a garantire il proprio contributo, mettendo in mostra spirito di sacrificio e disponibilità al lavoro per la squadra. Tra le prestazioni più significative spicca quella del “Romeo Menti” di Vicenza. In uno degli appuntamenti più prestigiosi della stagione, contro la capolista del girone, il giovane attaccante è rimasto in campo per oltre un’ora, contribuendo al prezioso pareggio conquistato dalla compagine di mister Bonatti. Una prova di personalità all’interno di una sfida che ha rappresentato uno dei risultati più luminosi dell’annata.

GRAN FINALE – Positiva anche la sua presenza nell’ultima giornata di campionato contro il Trento: gara che ha chiuso ufficialmente il percorso della Dolomiti Bellunesi, di fronte alla splendida cornice di pubblico dello stadio Zugni Tauro di Feltre.

UMILTÀ – Nel complesso, Petito ha collezionato 11 presenze per un totale di 346 minuti. Numeri che raccontano solo in parte il suo contributo. Perché, per un attaccante arrivato a campionato in corso, non è mai semplice entrare nei meccanismi della squadra. Francesco Pio Petito ci è riuscito con umiltà e professionalità, mettendo sempre davanti le esigenze del collettivo.