«Chiediamo scusa, siamo tutti delusi da questa situazione». Al termine del “monday night” col Trento, capace di espugnare lo Zugni Tauro, a intervenire è il direttore sportivo della Dolomiti Bellunesi, Jacopo Giugliarelli. Rammaricato per il punteggio (0-3), per la serie negativa (tre stop in sequenza, quattro nelle ultime cinque uscite) e per il fatto di non essere riusciti a regalare una soddisfazione allo splendido pubblico accorso allo stadio di Feltre.
MOMENTI GIÀ VISSUTI – Il ds va dritto al punto: «Forse all’inizio ci erravamo un po’ illusi rispetto al nostro percorso. Ma, allo stesso tempo, conosciamo le difficoltà del campionato. E sapevamo che sarebbe stata una stagione più complicata rispetto alla precedente: momenti come quello attuale li abbiamo già vissuti. Tuttavia, tengo a ribadire che ci assumiamo ogni responsabilità: in primis i dirigenti, lo staff, la squadra. Di sicuro non siamo qui ad arrenderci, men che meno dopo dieci giornate. I momenti difficili si affrontano insieme. E insieme ne usciremo».
RICETTA – L’impegno al “Tenni” col Treviso, in calendario sabato 24 ottobre, è già alle porte: «Si riparte dalle piccole cose. E dagli aspetti positivi, che non sono mancati neppure in una prestazione negativa. Anche se la ricetta è una soltanto: lavorare quotidianamente, dando supporto a ragazzi che ritengo non vadano colpevolizzati. Facendo sentire al gruppo il nostro calore, come società, dirigenza e ambiente in generale, possiamo condividere l’attuale momento. E superarlo attraverso l’unione». Giugliarelli sottolinea l’obbligo di ritrovare concretezza, pragmatismo, lucidità: «Perché in alcuni frangenti perdiamo la percezione di quanto accade in campo. E solo attraverso l’attenzione ai dettagli, in ogni singola seduta di allenamento, possiamo uscirne».
RISORSE – È anche vero, però, che se la fortuna è cieca, la malasorte ci vede benissimo. A cavallo della mezz’ora, infatti, i dolomitici hanno perso per infortunio altri due giocatori. Ovvero, gli esterni di difesa: Matteo Saccani da una parte. E Nicholas Trabucchi dall’altra: «Nessuno di noi deve accampare questo genere di alibi – ammonisce il direttore sportivo – o rischiamo di fuorviare la realtà. Gli infortuni fanno parte dello sport, spetta a noi andare oltre. Le rose sono composte da 26, 27 elementi? Benissimo, gli atleti in grado di scendere in campo ci sono. Anzi, paradossalmente si possono trovare delle risorse, magari insperate, in giocatori che hanno la testa più sgombra».

