Il calcio non vive soltanto di risultati, classifiche ed emozioni legate al campo. Può essere anche uno strumento di sensibilizzazione, capace di dare visibilità a temi importanti per la collettività e contribuire a diffondere una cultura fondata sull’ascolto, sul rispetto e sull’inclusione. È con questo spirito che la Dolomiti Bellunesi aderisce alla “Settimana della salute mentale”. E conferma la propria attenzione verso una tematica che coinvolge persone, famiglie e intere comunità.
L’impegno si inserisce nel rapporto con l’Ulss 1 Dolomiti ed è sfociato in un momento significativo in occasione dell’ultima gara casalinga di campionato contro il Trento: allo stadio Zugni Tauro. era presente Aldo Gatto, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’azienda sanitaria, accompagnato da Simone Soccal, delegato provinciale del Coni. A riceverli il presidente della Dolomiti Bellunesi, Paolo De Cian.
Per il club, l’adesione alla “Settimana” rappresenta un’occasione per ribadire una convinzione precisa: il ruolo di una società sportiva non si esaurisce nei novanta minuti di una partita. Attraverso la propria presenza sul territorio, il calcio può contribuire a superare ostacoli apparentemente insormontabili, favorire il dialogo e ricordare quanto sia importante riconoscere la salute mentale come parte integrante del benessere individuale.
La Dolomiti Bellunesi intende quindi continuare a interpretare il proprio ruolo anche in questa dimensione, valorizzando il legame con le istituzioni e con le realtà che operano quotidianamente al servizio delle persone.

