Tre gol nelle prime tre partite ufficiali. Un avvio da favola. Poi gli infortuni, le soste forzate e l’obbligo di ricominciare. Eppure Eljon Toci non ha mai smesso di lottare, né di mettersi al servizio della squadra. L’attaccante di origine albanese è stato uno dei volti più significativi della prima annata della Dolomiti Bellunesi in Serie C Sky Wifi. Non solo per i numeri, ma per il modo in cui ha affrontato le difficoltà lungo il cammino.
RETE STORICA – L’impatto con la nuova realtà è stato immediato. Nel primo turno di Coppa Italia, a Brescia contro l’Union, Toci ha firmato una rete destinata a entrare nella storia del club: la prima marcatura della Dolomiti Bellunesi in una competizione professionistica. Una settimana più tardi si è ripetuto all’esordio in campionato, a Zanica contro l’AlbinoLeffe (2-2 il risultato). E ha concesso il bis nella seconda giornata, a Fontanafredda di fronte al Novara (1-1). Tre partite, tre volte le braccia al cielo. Una partenza folgorante.
IL CONTO DELLA SFORTUNA – Quando sembrava pronto a decollare definitivamente, però, è arrivato il primo ostacolo. L’infortunio rimediato a Lecco lo ha costretto a fermarsi e a seguire otto gare lontano dal terreno di gioco. Un’assenza pesante, per lui e per la squadra. Il ritorno è coinciso con il “monday night” in Lombardia contro l’Ospitaletto Franciacorta. Una mezz’ora in campo per ritrovare ritmo e sensazioni. Ma la sfortuna non aveva ancora esaurito il conto. Nel successivo faccia a faccia di Fontanafredda col Cittadella, ecco un nuovo problema fisico, che ha nuovamente interrotto il suo cammino.
PAZIENZA – Molti avrebbero accusato il colpo. Toci, invece, ha continuato a lavorare in silenzio, con pazienza e determinazione. E quando è tornato definitivamente a disposizione, ha saputo ritagliarsi un ruolo di assoluto rilievo nella parte finale dell’annata. Lo testimoniano le tredici partite consecutive disputate dopo il rientro. E soprattutto il gol pesantissimo realizzato al “Nereo Rocco” di Trieste. Un colpo di testa vincente che ha contribuito in maniera decisiva al successo nello scontro diretto con la Triestina.
GENEROSITÀ – Al di là delle quattro reti complessive, ciò che ha reso prezioso il contributo di Toci è stato il lavoro svolto per il collettivo. Il ventitreenne centravanti ha spesso sacrificato qualcosa sul piano personale per favorire i compagni, aprendo spazi, attaccando la profondità e mettendo a disposizione del collettivo la propria generosità. Sempre positivo, sempre disponibile, sempre pronto a dare una mano. Anche nei momenti più complicati. Per questo, la stagione di Eljon Toci non si racconta soltanto col numero di esultanze, ma attraverso la capacità di reagire agli imprevisti, di rialzarsi dopo ogni stop e di tornare utile alla causa quando la squadra ne aveva bisogno. Una qualità che, spesso, vale quanto un gol. Anzi, di più.

