Accelerazioni, dribbling, chilometri macinati sulla fascia e una disponibilità che non conosce limiti. Matteo Saccani è uno di quegli atleti capaci di incidere attraverso il lavoro, la qualità tecnica e una corsa costante. Tanto da diventare, ormai da tempo, un punto di riferimento per la Dolomiti Bellunesi. E la sua spinta, anche caratteriale ed emotiva, sarà fondamentale per andare oltre i due passivi in sequenza. E riprendere il cammino.
RIPARTIRE – «Il calcio è strano, abbiamo perso col Novara – afferma il numero 27 – dopo aver creato tanto e giocato molto bene, ma due situazioni negative ci sono costate i tre punti. Dispiace soprattutto perché eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi. Ben diversa, invece, è stata l’ultima sconfitta di Ospitaletto col Desenzano: siamo andati sotto in avvio e abbiamo poi faticato a creare». L’analisi non lascia spazio agli alibi: «Si riparte dal lavoro settimanale, cercando di analizzare ciò che non è andato nel verso giusto per poi limare gli errori. Ora bisogna muovere la classifica: in un campionato così equilibrato, qualsiasi partita diventa importante».
CORAGGIO – Il prossimo appuntamento propone un ostacolo di rilievo: lunedì 19 ottobre (ore 20.30), allo stadio Zugni Tauro di Feltre arriva il Trento, attualmente a ridosso del podio, a -2 dalla piazza d’onore. E ancora imbattuto: «Il Trento va affrontato come l’Union Brescia, il Cittadella. E, in generale, come le squadre che occupano i vertici della graduatoria – riprende Saccani -. Dobbiamo interpretare l’impegno con umiltà, ma allo stesso tempo senza paura. Ci giocheremo le nostre carte: la possibilità di vincere c’è, come in tutte le partite». Prima ancora della tattica, però, conta la compattezza: «Dobbiamo avere la forza di rimanere uniti, in campo, per superare le difficoltà. E indirizzare le sfide dalla nostra parte. I presupposti non mancano perché siamo un gruppo affiatato».
MONTAGNE – Saccani è nato a Pavullo nel Frignano, nell’Appennino modenese. Un luogo di montagna, proprio come quelli che oggi fanno da cornice alla sua esperienza in maglia dolomitica. Cambiano i paesaggi, così come le altitudini e gli orizzonti, ma il filo con la natura non si spezza. Anzi, si rafforza: «Amo la provincia di Belluno, è incredibile. Vivere in un simile contesto è bellissimo. Mi sono già affezionato a diversi luoghi: a cominciare dal lago del Mis per arrivare a Cortina d’Ampezzo». Un legame che va oltre il panorama e restituisce il ritratto di un ragazzo capace di integrarsi nel contesto che lo accoglie, mettendo radici anche lontano da casa. Perché il valore di Saccani non si esaurisce nelle accelerazioni sulla fascia o nei duelli vinti: al contrario, prende forma nella capacità di sentirsi parte di una realtà.
RICETTA – Ora, però, l’attenzione torna al pallone. Il Trento è alle porte e la Dolomiti Bellunesi ha bisogno di ritrovare punti e fiducia. La ricetta del terzino è semplice, almeno nelle parole: lavoro, unità e coraggio. Da trasformare, lunedì sera, in una risposta concreta sul terreno di gioco.

