A volte la stagione più importante comincia quando si è costretti a guardare gli altri giocare. Thomas Cossalter lo ha imparato sulla propria pelle. L’estate che avrebbe dovuto accompagnarlo verso il debutto in Serie C si è trasformata in un percorso di attesa e pazienza, a causa dell’infortunio alla spalla rimediato nell’amichevole di Falcade contro il Venezia. Un problema che lo ha costretto a saltare le prime dodici giornate di campionato e il turno inaugurale di Coppa Italia.
OSTACOLO – Ma proprio da quell’ostacolo è iniziata una delle storie più significative della stagione della Dolomiti Bellunesi. Perché, quando è arrivato il momento di tornare in campo, Cossalter non si è limitato a recuperare il tempo perduto. È diventato un punto di riferimento. Per la squadra, per lo spogliatoio e per un gruppo chiamato a cimentarsi sul palcoscenico professionistico.
MARCHIO DI FABBRICA – La sua prima apparizione è datata 8 novembre, nella sfida di Fontanafredda contro il Cittadella. Da quel momento, il centrocampista col “7” stampato sulla schiena ha iniziato a ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante, mettendo in mostra caratteristiche che, da anni, rappresentano il suo marchio di fabbrica: intelligenza tattica, qualità nella gestione del pallone, capacità di leggere i momenti della partita e una personalità che va ben oltre la carta d’identità.
CENTO PRESENZE – Da vero capitano, Cossalter ha interpretato ogni partita con il senso di responsabilità di chi conosce il valore della divisa che indossa. E non è un caso che, proprio nella stagione dell’esordio in C, abbia superato il traguardo delle cento presenze in maglia dolomitica. Un numero che racconta appartenenza, continuità e un legame profondo con la società.
GOL AL LECCO – Tra i momenti più significativo dell’annata, spicca il primo gol nel professionismo. Una rete speciale, perché arrivata contro il Lecco nel giorno della riapertura dello stadio Zugni Tauro di Feltre, all’interno di un pomeriggio carico di significati. Tommy ha poi concesso il bis contro l’Arzignano, confermando la sua capacità di incidere pure in zona offensiva. E se i gol rappresentano le fotografie più immediate, forse la partita che meglio sintetizza il suo contributo è quella sfociata nella vittoria per 4-1 contro l’Ospitaletto Franciacorta. Nella circostanza, il capitano ha offerto una prestazione completa: si è procurato un rigore, ha confezionato un assist e guidato la mediana con autorevolezza, risultando uno dei protagonisti assoluti di un successo fondamentale.
ESEMPIO – La permanenza in C conquistata dalla Dolomiti Bellunesi porta anche la sua firma. Non soltanto per i numeri o per le giocate decisive, ma per il modo in cui ha saputo interpretare il ruolo di capitano. Con equilibrio nei momenti difficili, con personalità nelle sfide più delicate e con l’esempio quotidiano di chi mette sempre il gruppo davanti a tutto.

