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Alcuni gol valgono dei punti. Altri, semplicemente, possono segnare una ripartenza. Quello di Noah Lewis, a Treviso, appartiene indubbiamente alla seconda categoria. Il difensore della Dolomiti Bellunesi, al “Tenni”, ha firmato il momentaneo pareggio con una deviazione di testa. Una rete significativa, perché arrivata alla prima presenza da titolare in campionato, ma anche perché, dietro quel pallone spinto in porta, ci sono due anni lontano dal rettangolo verde. C’è un infortunio grave. E c’è, soprattutto, la pazienza necessaria per ricominciare.

DUE FACCE DELLA MEDAGLIA – «Dopo il calcio d’angolo, mi sono inserito sul primo palo e sono riuscito a deviare in porta. Se da un lato sono molto felice di aver segnato, dall’altro non posso non essere rammaricato per il punto sfuggito», racconta Lewis. La gioia personale, inevitabilmente, si mescola all’amarezza collettiva. Perché la Dolomiti Bellunesi, capace di reagire allo 0-1 iniziale e di rimettere in equilibrio la sfida, ha visto sfumare il risultato a un paio di minuti dal novantesimo, quando la fiondata di Romeo ha trasformato una prova incoraggiante in un sabato da archiviare con il peso della sconfitta.

FAMIGLIA – Per Lewis, però, la rete ha un significato che va oltre la cronaca: «Il gol lo dedico alla mia famiglia. È stato un periodo difficile per me, visto che sono rimasto fuori per due anni a causa di un infortunio. In più, sono felice di aver giocato finalmente 90 minuti, dopo tanto tempo». Novanta minuti: un traguardo tutt’altro che scontato per chi ha dovuto attraversare un lungo percorso di recupero. Lewis è tornato a prendersi il suo spazio, fino a ritrovare una maglia nell’undici di partenza in Serie C Sky Wifi.

CAMMINO – Al di là dell’epilogo, la prestazione di Treviso ha lasciato indicazioni su cui edificare un nuovo cammino: «A tratti abbiamo dominato. Poi loro hanno creato qualche occasione e, dopo il loro vantaggio, abbiamo iniziato a giocare un po’ meglio. Inoltre, siamo riusciti a costruire alcune azioni e siamo cresciuti progressivamente nel corso del match».

FIDUCIA – Il passivo non cancella quanto mostrato sul campo e rende ancora più importante la capacità di tenere insieme fiducia e lavoro quotidiano. Lewis lo sa: «Nel complesso, credo che possiamo essere soddisfatti della prova. Dobbiamo ripartire da qui e da quanto di buono abbiamo fatto vedere sul piano del gioco. È necessario rimanere positivi, anche nei momenti difficili, e continuare a lavorare». 

VIA D’USCITA – Il calcio non concede nemmeno il tempo, e lo spazio, di assaporare un piccolo raggio di luce. A Treviso, l’incornata vincente di Lewis è rimasta stretta tra la soddisfazione di essere tornato protagonista e la beffa del ko. Ma quei novanta minuti hanno un valore che non si misura soltanto con il tabellino. La Dolomiti Bellunesi cerca una via d’uscita da un momento complicato; Lewis, intanto, ha ritrovato il palcoscenico e la possibilità di dare il proprio contributo. La strada è lunga, ma una ripartenza, qualche volta, comincia proprio da qui.

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