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FVG WOMEN UDINE-DOLOMITI BELLUNESI 2-0 

GOL: pt 38’ Lorenzini, st 6’ Lorenzini. 

FVG WOMEN UDINE: Fontana, Boccalon, Liut, Pozzecco, Piovesan (st 21′ Gaspardis), Lorenzini, Moroso, Bortolin, Potocco (st 19’’ Piasentin), Narduzzi, Dall’Arche. Allenatore: Cesarano.

DOLOMITI BELLUNESI: Cervo, De Bastiani, De Zolt (st 29′ Gasperin), Nardon, De Paoli, Appocher, Bristot (st 42’ Cargnel), Pais Golin, Kakodo Kouekam, Triches, Andolfatto (st 10’ Cassol). Allenatore: W. Bernardi. 

ARBITRO: Matteo Colomba di Tolmezzo. 

La prima sconfitta arriva in Friuli. E, pur lasciando l’amaro in bocca, non cancella le buone sensazioni raccolte dalla Dolomiti Bellunesi nelle prime giornate del campionato femminile di Eccellenza. Sul campo di Mereto di Tomba, le padrone di casa si impongono 2-0 grazie a una doppietta di Lorenzini. E rimangono a punteggio pieno dopo tre giornate. Per le dolomitiche, invece, si interrompe la striscia inaugurale di due vittorie, entrambe accompagnate da un poker, contro Vittorio Veneto e Tavagnacco.

La sfida in terra friulana si presenta subito come un confronto più complicato rispetto ai primi due appuntamenti. FVG Women Udine conferma di avere qualità e concretezza, mentre il collettivo di mister Bernardi prova a giocare la propria partita, senza rinunciare a proporre calcio e mantenendo l’atteggiamento che aveva caratterizzato l’avvio di stagione. L’equilibrio si spezza al 38’: è Lorenzini a trovare il varco giusto e a portare avanti le padrone di casa. 

Il secondo episodio decisivo arriva al 6’ della ripresa: ancora con Lorenzini, infallibile in zona tiro. In realtà, la Dolomiti Bellunesi non si arrende e prova ad alzare la testa: mister Bernardi attinge anche dalla panchina, con gli ingressi di Cassol, Gasperin e Cargnel, nel tentativo di dare ulteriore energia alla squadra. La reazione c’è, così come la volontà di non lasciare nulla di intentato. Ma questa volta il gol non arriva. E il 2-0 resta il risultato finale.

La trasferta friulana consegna quindi alle dolomitiche il primo stop dell’annata, ma anche la conferma di un collettivo capace di rimanere “dentro” la partita pure nei momenti più complicati. Dopo i quattro centri realizzate sia al Vittorio Veneto sia al Tavagnacco, la Dolomiti si piega – almeno nel risultato – a una compagine solida e cinica.

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