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GIANA ERMINIO-DOLOMITI BELLUNESI 1-2

GOL: st 5’ Nucifero, 9’ Clemenza, 42’ Sia.

GIANA ERMINIO: Mazza; Ghezzi (st 29’ Manzoni), Rovinelli, Ruffini (st 1’ Tornaghi); Comelli (st 41’ Quaggio), Marotta (st 17’ Ballabio), Zanchetta, Pinto, Nucifero (st 29’ Avinci); Renda, Magazzù (in panchina: Zenti, Azzolari, Piazza, Saggionetto, Golin, Muhmeti, Di Bitonto). Allenatore: A. Gambirasio. 

DOLOMITI BELLUNESI: Sonzogni; Saccani, Mondonico (st 21’ Migliardi), Gobetti, Trabucchi; Cossalter (st 38’ Lattanzio), Montenegro, Ba; Clemenza (st 32’ Sia), Mignanelli (st 21’ Agosti); Kowalski (st 1’ Barbini) (in panchina: Lysionok, Coan, Lewis, Morreale, Casanova, Beltaief). Allenatore: A. Bonatti. 

ARBITRO: Giacomo Rossini di Torino (assistenti: Manfredi Scribani di Agrigento e Davide Di Dio di Caltanissetta; quarto ufficiale: Andrea Bortolussi di Nichelino; operatore FVS: Giuseppe Daghetta di Lecco). 

NOTE. Spettatori: 483. Angoli: 10-1. Ammoniti: Cossalter, Zanchetta, Pinto. Espulso: Ba (pt 16’), mister Bonatti (st 26’). Recupero: pt 4’; st 6’. 

Serviva il manifesto di una squadra inscalfibile, anche nelle avversità? Eccolo qui, fresco di stampa a Gorgonzola, dove la Dolomiti Bellunesi strappa una delle sue vittorie più iconiche: non solo della stagione, ma dell’intero percorso in Serie C Sky Wifi. Con un cartellino rosso sul groppone, arrivato nelle fasi iniziali della contesa, la compagine di Andrea Bonatti gioca quasi 90 minuti (84, a essere precisi: recuperi compresi) in inferiorità numerica, al cospetto della Giana Erminio, va addirittura sotto nel punteggio in avvio ripresa, ma non molla. Anzi, si ribella a un epilogo già scritto e confeziona una rimonta da sogno: Clemenza ristabilisce immediatamente la parità e, in chiusura, è la carta jolly entrata dalla panchina a sparigliare il tavolo: Diego Sia, il ventenne attaccante di scuola Milan. 

SUPERMAN – Fermi tutti, però. Perché, senza nulla togliere ai due marcatori di giornata, l’uomo del match ha il 12 stampato sulla schiena, indossa i guantoni, di nome fa Luca e di cognome Sonzogni: una singola prestazione di livello celestiale. Ha parato qualsiasi cosa. E con ogni parte del corpo: pure con il volto. Almeno cinque i suoi interventi decisivi: uno più bello ed efficace dell’altro. 

MONITOR – Ma andiamo con ordine. L’episodio che orienta il corso degli eventi prende forma attorno al quarto d’ora, quando Racine Ba, in corsa, allarga il braccio e Rovinelli cade a terra. In presa diretta, il direttore di gara non ravvisa gli estremi per un’irregolarità, ma i padroni di casa si giocano la card e, davanti al monitor, l’arbitro cambia opinione: rosso diretto al centrocampista senegalese e dolomitici in dieci per larga parte del match. E pensare che la partenza si era rivelata incoraggiante, come testimonia il sinistro di Clemenza deviato in corner da Mazza, oltre alle due deviazioni aeree di Mondonico e Kowalski, fuori di poco. A quel punto, si apre il Sonzogni-show: due “paratissime” (e vari interventi sparsi) nella prima frazione. Altri tre miracoli nella ripresa: su Marotta in uscita, sulla stoccata di Ballabio, in tuffo e a mano aperta. E sul tocco sotto porta di Pinto, deviato di puro istinto oltre la traversa. 

GANCIO – Subire gol al quinto giro di lancette del secondo tempo (da Nucifero, artefice di un preciso tap-in), in dieci e senza prime punte sul rettangolo verde, equivale a ricevere un “gancio” del Tyson dei tempi d’oro. Roba da ko tecnico e lancio della spugna a centro ring. E invece no. Questa Dolomiti Bellunesi può al massimo piegarsi: non certo spezzarsi. Così, la reazione arriva puntuale e porta Clemenza a concludere con un irresistibile sinistro da fuori: la rete si gonfia per la seconda volta in quattro giorni, dopo la firma d’autore ad Arzignano, in Coppa Italia. 

COSÌ SIA – In più, a 3’ dallo scadere e quando il collettivo di Bonatti (nel frattempo allontanato dalla panchina per proteste) profonde il massimo sforzo a tutela di un punto che sarebbe oro colato, Sia decide di salutare la compagnia, sfruttare un lancio dalle retrovie, involarsi verso Mazza e superarlo con un morbido pallonetto. È il gol del clamoroso sorpasso. È il gol che sancisce il capolavoro. E, di riflesso, il secondo successo in campionato e quarto stagionale.