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La prima cosa che Vinicio Espinal mette sul tavolo non è un modulo, un sistema di gioco o una promessa di risultati. È il suo modo di intendere lo sport, il calcio. E, in fondo, la quotidianità: crescere, evolvere e aiutare chi gli sta accanto a fare altrettanto. «Sono un lavoratore, ho sempre voglia di migliorarmi e di migliorare le persone che sono nel mio ambiente. Nessuno mi ha mai regalato nulla: le sfide mi piacciono, le accetto volentieri. E credo nel progetto. In caso contrario non sarei qui».

RESPONSABILITÀ – È il biglietto da visita con cui il nuovo tecnico si presenta alla Dolomiti Bellunesi. Le sue prime parole da guida della prima squadra sono arrivate allo stadio Zugni Tauro di Feltre, in Sala Ocri, affiancato dal vice José Espinal e dal preparatore atletico Alberto Massera. Ma soprattutto dai vertici societari – il presidente Paolo De Cian e il vice Nicola Giusti – e dirigenziali: dal direttore sportivo Jacopo Giugliarelli al direttore dell’area tecnica Simone Bertagno. Proprio dal club è arrivato un messaggio inequivocabile: «Ognuno di noi deve prendersi il suo pezzetto di responsabilità. Il momento non è facile, ma crediamo nella squadra che è stata allestita. Possiamo uscire dalla spirale negativa in una sola maniera: insieme».

DIREZIONE – Espinal porta con sé fiducia, idee e la volontà di imprimere una nuova direzione. Senza nascondere le difficoltà del presente, ma con lo sguardo rivolto a ciò che la Dolomiti Bellunesi può diventare: «Il presente non è dei più rosei, ma sono qui perché c’è un progetto che guarda al futuro e punta sui giovani – ha aggiunto il mister -. Daremo il massimo per cambiare la situazione attuale. In generale, vorrei portare le mie idee e una mentalità più aggressiva, provando a giocare al meglio le partite».

BACCHETTA MAGICA – Affidarsi a un nuovo tecnico non significa azzerare tutto e ripartire da capo: servono tempo, lavoro e fiducia. «La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Almeno inizialmente, il cambio di allenatore dovrebbe portare più entusiasmo, ma in questa fase è importante incidere soprattutto sulla sfera mentale. I ragazzi devono ritrovare autostima».

POTENZIALE E VISIONE – È un percorso che coinvolge chiunque, non soltanto i protagonisti sul rettangolo verde. Il nuovo allenatore, il suo staff e l’intera struttura societaria sono pronti a remare nella stessa direzione, con un obiettivo comune: ritrovare compattezza e risultati, valorizzando le risorse a disposizione. Nel frattempo, da parte sua, Espinal ha già individuato la ragione principale per cui ha scelto di accettare l’avventura dolomitica: «Perché questa società ha potenziale e visione».

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