Skip to main content

Ci sono anni che non passano: restano. Si sedimentano nella memoria collettiva, diventano una linea di confine tra il prima e il dopo. Per la Dolomiti Bellunesi, il 2025 è stato questo. L’anno in cui un progetto nato quattro stagioni prima dalla fusione tra Belluno, Union Feltre e San Giorgio Sedico ha completato il suo salto: dalla Serie D al professionismo, dalla provincia al palcoscenico nazionale.

PRESAGIO – Un viaggio lungo dodici mesi, scandito da dodici istantanee. Gennaio si apre nel giorno dell’Epifania, in casa della Luparense. È Marangon a segnare il primo gol dell’anno solare: un sigillo che vale l’1-1 finale e che, col senno di poi, sembra già un presagio. Febbraio è il mese dell’impresa di Carlino, all’interno di una partita destinata a entrare nei racconti tramandati a voce: sotto 2-0, poi 3-2 a sette minuti dalla fine, la Dolomiti Bellunesi trova nel recupero la forza per ribaltare tutto e firmare un incredibile 4-3.

STATURA – A marzo decolla la fuga. La capolista dolomitica allunga, porta a tre i punti di vantaggio e inizia a dare una direzione chiara al campionato. Aprile è il mese della partita simbolo: Dolomiti Bellunesi-Treviso. Lo stadio Zugni Tauro di Feltre è un catino ribollente, la pioggia cade senza tregua, il risultato (1-1) non assegna verdetti, ma certifica la statura di una squadra pronta a reggere la pressione emotiva delle grandi occasioni. Maggio è il mese della liberazione. Il 4-1 al Brian Lignano fa esplodere la festa promozione: la Dolomiti Bellunesi è in Serie C. In giugno arriva la prima conferma che sa di continuità e appartenenza: Thomas Cossalter, capitano e simbolo, rinnova e diventa presente e futuro del progetto.

CURIOSITÀ – Luglio segna l’inizio di una nuova avventura. Raduno, entusiasmo, curiosità. E una prima amichevole di prestigio contro il Venezia, chiusa con due reti segnate a una squadra di categoria cadetta: un segnale che la Dolomiti Bellunesi non intende limitarsi a partecipare. Agosto è il mese del debutto ufficiale tra i professionisti, in Coppa Italia, allo stadio Rigamonti contro l’Union Brescia: un battesimo di fuoco.

CARATTERE E RESILIENZA – Settembre regala la prima vittoria in Serie C: a Crema, contro la Pergolettese, finisce 2-1. È il giorno in cui la Dolomiti Bellunesi capisce di poter stare in categoria. Ottobre porta poi il primo successo casalingo nel nuovo campionato: 2-0 sul Lumezzane, davanti al proprio pubblico. Novembre è segnato dal tocco di Clemenza, che al 90’ firma ad Arzignano un pareggio pesantissimo, figlio di carattere e resilienza. E dicembre chiude il cerchio con due vittorie in rapida successione: Inter Under 23 e Pro Patria. Sei punti che consolidano il percorso e accompagnano la squadra verso il nuovo anno con la consapevolezza di aver costruito basi solide.

SVOLTA – Dodici mesi, dodici tappe, un’unica storia. Quella di una società che ha saputo crescere senza perdere la propria identità, portando il nome delle Dolomiti Bellunesi in tutto il Nord Italia. Il 2025 resterà l’anno della svolta. E forse, anche solo per questo, non sarà mai un anno qualunque.