La Dolomiti Bellunesi ha un nuovo preparatore atletico, chiamato a dare il suo contributo nella fase decisiva della stagione: si tratta di Denis Francescutti. Originario di Pordenone, classe 1993, Francescutti porta con sé un percorso costruito passo dopo passo, iniziato all’età di sedici anni, quando allenava i bambini. Da lì, una crescita costante in ambito dilettantistico, fino al salto nel professionismo. Nel suo curriculum, infatti, figurano esperienze a Lecco, una parentesi internazionale di prestigio con la Torpedo Mosca nella Russian Premier League e, nella scorsa stagione, l’approdo alla Casertana, in Serie C.
OCCASIONE – La chiamata dolomitica arriva a campionato in corso, in un momento delicato, ma anche ricco di stimoli. «Attualmente ero senza squadra, dopo una serie di incastri piuttosto sfortunati – racconta Francescutti –. Negli ultimi mesi ho parlato con diversi club, pure all’estero, ma non si è concretizzato nulla. Stavo aspettando l’occasione giusta per ripartire e, quando si è aperta questa possibilità con la Dolomiti Bellunesi, non ci ho pensato due volte».
COCKTAIL – Determinante è stato il confronto con il direttore dell’area tecnica Simone Bertagno e il direttore sportivo Jacopo Giugliarelli: «Ho trovato una realtà emergente, con grande voglia di fare bene e di affermarsi nel calcio che conta. Un cocktail di ambizione, entusiasmo e progettualità che mi ha convinto subito ad accettare». Il primo impatto si è rivelato positivo: «Ho conosciuto mister Andrea Bonatti e gli altri componenti dello staff. Sono persone preparatissime, competenti, ma soprattutto disponibili. Mi hanno fatto sentire parte del gruppo fin dal primo giorno. Ho percepito grande unione e affiatamento, aspetti fondamentali quando si lavora in una fase così importante dell’annata».
PUNTA DI PIEDI – Francescutti si inserisce in punta di piedi, con lo scopo di dare continuità al lavoro già impostato: «A tre mesi dalla bandiera a scacchi non ha senso stravolgere nulla. Il mio compito è quello di integrarmi gradualmente, portare il mio contributo con le giuste modalità e tempistiche, nel pieno rispetto dei giocatori, dello staff e della società. L’obiettivo è comune e chiaro: raggiungere la salvezza. Per quanto mi riguarda, cercherò di mettere il mio mattoncino affinché questo traguardo diventi realtà». La società, infine, saluta il responsabile della performance Carlo Appiani: lo ringrazia per il percorso condiviso e gli augura il meglio in ambito professionale e personale.

