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TAVAGNACCO-DOLOMITI BELLUNESI 1-0

GOL: st 33’ rigore di Ferroli.

TAVAGNACCO: Ferroli, F. Desiati, Gerlin (st 3’ E. Desiati), Sandrin, Ferrarello (st 36’ Moriconi), Biancuzzi (st 6’ Codarin), Ciampi, Peressotti, Alberti, Petriccione, Vigani (st 15’ Verbich) (in panchina: Bartolini, Nemaz, De Marsico, Capasso, Stefanel). Allenatore: M. Bigotti.

DOLOMITI BELLUNESI: Dal Bon, De Zolt, De Paoli, De Bastiani, Bristot (st 36’ Cappellano), Conedera (st 1’ Rosson), Mastel, L. Triches (st 12’ Andolfatto), Nardon, Fassin, Gava (in panchina: Squarcina, Pattaro, Della Vecchia, Appocher). Allenatrice: D. Turra.

ARBITRO: Matteo Zorzut di Udine (assistenti: Manuel Adragna e Andrea Skok di Gradisca d’Isonzo).

NOTE. Angoli: 8-1 per la Dolomiti Bellunesi. Ammonite: De Zolt, Nardon, Biancuzzi, Sandrin. Espulsa: Gava per doppia ammonizione. Recupero: pt 2’; st 5’. 

Novanta minuti che lasciano l’amaro in bocca: al centro sportivo “Bearzi” di Udine, la Dolomiti Bellunesi ha affrontato il Tavagnacco, diretta concorrente nella permanenza in Serie C femminile, distante appena due lunghezze in graduatoria. E, al termine di una prova intensa, le dolomitiche non sono riuscite a portare a casa punti. La concretezza delle avversarie ha fatto la differenza. La battuta d’arresto che pesa in classifica e allontana la zona salvezza, ma non cancella quanto di buono si è visto in campo. Non solo qualità di gioco, ma un encomiabile spirito di sacrificio. È mancato il risultato, non l’atteggiamento. Perché De Paoli e compagne hanno lottato: ogni contrasto, ogni rincorsa raccontano di un gruppo che non intende arrendersi. E se il risultato è negativo, resta la consapevolezza che il percorso è ancora aperto.

DOMINIO – L’inizio di gara è piuttosto confusionario da entrambe le parti, con ritmi alti e poca precisione nelle giocate. Le prime conclusioni portano la firma di Fassin e Triches, ma in entrambe le occasioni il portiere avversario controlla senza difficoltà. Al 14’, sul cross di Conedera, la difesa buca l’intervento e la palla giunge a Fassin, che calcia prontamente, ma il tentativo, deviato, termina di poco a lato. Tre minuti più tardi l’episodio più discusso: Nardon serve in profondità De Zolt, che batte il portiere con un tiro sul primo palo. L’arbitro però ferma tutto per un fuorigioco apparso molto dubbio. Il collettivo dolomitico continua a spingere, rintanando le padrone di casa nella propria metà campo. Prima Mastel prova dalla distanza, poi una bella triangolazione libera De Zolt alla finalizzazione: l’estremo difensore Ferroli si salva. Nel finale di primo tempo, Conedera calcia una punizione che termina di poco alta e, al 44’, Bristot prova la battuta trovando soltanto l’esterno della rete. 

RIGORE FATALE – Le dolomitiche approcciano alla seconda frazione con determinazione, anche se le azioni create risultano spesso poco incisive. Al 29’ una nitida palla gol non sfruttata da Mastel che, su un ottimo traversone di De Paoli, tutta sola conclude al volo: la sfera finisce sopra la traversa. Il momento che cambia l’esito del match arriva al 33’, quando il direttore di gara assegna il calcio di rigore al Tavagnacco, mostrando il cartellino rosso per somma di gialli a Gava. Il portiere Ferroli si presenta sul dischetto e trasforma il penalty. Un gol che fa male per le tante chance create e non concretizzate. La gara finisce così. Si torna a casa a mani vuote, con la delusione di questa sconfitta. E la certezza di aver dato tutto.