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C’è un dato che, più di altri, racconta la stagione della Dolomiti Bellunesi: ad andare a segno sono stati quattordici giocatori diversi. In un campionato esigente come la Serie C, al primo anno tra i professionisti, non è solo una curiosità statistica. È la fotografia di una squadra che ha fatto dell’unità e della condivisione la propria cifra distintiva.

PERLE – Il volto più prolifico è stato quello di Luca Clemenza, capace di chiudere in doppia cifra, a quota undici reti. Gol pesanti, spesso decisivi, ma anche giocate di qualità: come la tripletta firmata il 7 marzo allo Zugni Tauro contro l’Ospitaletto Franciacorta. E poi le perle: il colpo di tacco vincente a Busto Arsizio contro la Aurora Pro Patria e il tiro sotto l’incrocio, a Monza, contro l’Inter Under 23. Lampi di classe, nelle pieghe di una stagione da incorniciare. 

CONTINUITÀ PREZIOSA – Alle sue spalle, ma con un contributo altrettanto significativo, si è distinto Giacomo Marconi, autore di sei reti, distribuite in sei partite diverse. Una continuità preziosa, iniziata alla quarta giornata grazie al gol dell’1-1 contro l’Alcione Milano e chiusa a Feltre, in una piovosa serata di metà aprile contro la Pro Patria.

DALLA COPPA A TRIESTE – A quota quattro si collocano Eljon Toci e Daniele Mignanelli. L’attaccante di origine albanese ha firmato tre reti in campionato, aggiungendo il sigillo nella storica gara di Coppa Italia a Brescia: il battesimo tra i professionisti per il club dolomitico. Ma a rimanere impresso è anche il colpo di testa vincente nello scontro diretto del “Nereo Rocco” contro la Triestina. Mignanelli, invece, ha saputo abbinare esperienza e concretezza, risultando determinante pure nella sfida salvezza con l’Ospitaletto.

MOSAICO – A completare il mosaico, un gruppo ampio e coinvolto. Due reti a testa per Agosti, Alcides, Cossalter e Olonisakin; un gol per Brugnolo, Burrai, Gobetti, Mondonico, Pittino e Saccani. Numeri che raccontano una partecipazione diffusa, in cui ogni elemento ha contribuito al risultato finale.

RESPONSABILITÀ E MERITI – In un calcio orientato alle individualità, la Dolomiti Bellunesi ha imboccato la strada del collettivo. Tante soluzioni, tanti protagonisti, tante storie all’interno della stessa stagione. Ed è forse proprio questa la chiave di un campionato affrontato con personalità: una squadra capace di restare unita, di distribuirsi responsabilità e meriti, di trasformare il gruppo nella propria forza principale. Perché, in fondo, segnare in quattordici non è solo un dato. È un’identità.