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L’amarezza di un’eliminazione arrivata all’ultimo secondo del recupero è stemperata dalla verve di un ragazzo che è nato e cresciuto all’ombra delle Dolomiti, sbocciato nella “cantera” di casa e già protagonista con le selezioni giovanili: in particolare, in Primavera, all’interno di un’Under 19 di cui era uno dei punti di riferimento. Quel ragazzo è Kevin Casanova, pronto ora a giocarsi le sue carte in prima squadra. Da protagonista. Come è avvenuto mercoledì scorso, in occasione dell’ottavo di finale, perso di misura contro il Desenzano. 

IL DOLCE E L’AMARO – Il numero 49 vive sensazioni contrastanti: «Abbiamo preparato la partita come tutte le altre. Sapevamo di avere molte assenze e, per questo, tutti erano disponibili a sacrificarsi e a lottare su ogni pallone. Dall’altro lato, sono contento di essere rimasto in campo 90 minuti e di aver giocato per la prima volta dall’inizio con questa maglia. Dispiace, però, aver incassato gol ancora una volta negli ultimi minuti». La strada verso i quarti della competizione è sbarrata: «Il Desenzano è una compagine ben organizzata, l’avevamo già affrontata in campionato e conoscevamo i punti di forza dei nostri avversari. Fanno molto possesso, attaccano la profondità. Ma noi abbiamo tenuto bene il campo e provato pungere in attacco».  

ADATTAMENTO – Casanova ha un profondo spirito di adattamento, come testimonia la sua capacità di calarsi al meglio in un ruolo inedito come quello di laterale basso: «Nasco come attaccante, ma sono a completa disposizione. In questa fase dell’annata diversi terzini hanno problemi fisici e cerco di rendermi utile. Il periodo è particolare: infortuni, i risultati non arrivano, il cambio di guida tecnica… Sembra girare tutto contro. Mi auguro che questa parentesi si chiuda in fretta e che possiamo tornare a festeggiare insieme ai tifosi, allo stadio Zugni Tauro». 

CORSA – La corsa di Kevin non si ferma. Al contrario, è solo all’inizio: «Ho compagni di talento, da cui cerco di apprendere qualcosa in ogni allenamento. Hanno grande voglia di lavorare sul rettangolo verde, spingono sempre forte, al massimo. E questo mi aiuta a capire cosa fare per mantenere un simile livello. Non vedo l’ora che tutti possano rientrare a far parte del gruppo per raggiungere i risultati auspicati». 

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