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Alcuni gol finiscono negli almanacchi. Altri, invece, rimangono incastrati da qualche parte, tra il cuore e i ricordi. Come quello segnato da Thomas Cossalter, domenica scorsa. Perché il tabellone dello Zugni Tauro dice Dolomiti Bellunesi-Lecco 1-4, ma la storia, quella vera, racconta molto di più.

PETTORINA – Racconta di un ragazzo che, in quello stesso stadio, una volta correva lungo la linea laterale con la pettorina da raccattapalle addosso. Campionato di Eccellenza, Feltrese. Racconta di un bambino che guardava il campo dal basso, con gli occhi pieni di futuro, senza sapere che un giorno sarebbe tornato lì da capitano, con la fascia al braccio e il numero  7 sulle spalle, a segnare il suo primo gol tra i professionisti. Serie C. Casa sua.

LINEA DEL TEMPO – «È un gol che lascia un po’ il tempo che trova, se vogliamo “inutile”», dice oggi Cossalter, con quella lucidità che appartiene solo a chi sa distinguere il risultato dal significato. «Ma è innegabile che mi faccia piacere aver segnato proprio qui, allo Zugni Tauro. Una piccolissima soddisfazione me la sono tolta». Piccolissima, forse. Ma profonda. Perché lo Zugni Tauro non è solo un impianto: è una linea del tempo. «Ne ho parlato pure con mio fratello Alex. Pensare di giocare la Serie C in questo territorio, per di più da capitano, è un grande privilegio». È il cerchio che si chiude, o forse che si apre davvero. È la provincia che diventa palcoscenico, senza perdere la propria identità.

BRIGATA PIAVE – Attorno, un’atmosfera che sa di orgoglio e appartenenza. La Brigata Piave che canta, spinge, non molla mai. «I tifosi ci sostengono continuamente – sottolinea Cossalter – e rendono meravigliosa l’atmosfera. Non smetteremo mai di ringraziarli». Eppure, il rammarico si tocca con mano. «Mi dispiace tantissimo per questa sconfitta, arrivata con una cornice di pubblico così bella. So quante persone abbiano lavorato dietro le quinte per adeguare lo stadio al professionismo. Avrei voluto regalare loro una gioia. Il calcio, però, è anche questo».

GUARDARE AVANTI – Resta allora l’immagine più forte: Cossalter, in rete, sotto la tribuna che lo ha visto crescere. Non cancella il 4-1 al passivo, ma lo attraversa. E lo rende, in qualche modo, sopportabile. «Ora dobbiamo dimenticare lo scivolone il prima possibile e guardare avanti», dice il capitano. Perché il viaggio continua. E passa dalla Lombardia, se è vero che domenica 25 gennaio il gruppo di Andrea Bonatti sarà ospite dell’Alcione Milano.